Un nuovo antico ritrovamento a Pompei. La città romana sepolta dalla furia del Vesuvio ci fa dono di un ulteriore opera d’arte. Durante l’opera di messa in sicurezza degli e rimodulazione dei fronti di scavo, previsti dal Grande Progetto Pompei, nell’area di cantiere della Regio V è emerso uno affresco: sul fondo bianco si distinguono chiaramente due gladiatori in combattimento.
I gladiatori: ultimi ritrovamenti degli scavi di Pompei
I glatiadori sono un Mirmillone e un Trace. “Su uno sfondo bianco, delimitato su tre lati da una fascia rossa, si compone la scena di lotta tra i due gladiatori. Quello sulla sinistra è un “Mirmillone” della categoria degli “Scutati”: impugna l’arma di offesa, il gladium, (corta spada romana) e un grande scudo rettangolare (scutum) e veste un elmo a tesa larga dotato di visiera con pennacchi, il cimiero. L’altro, in posizione soccombente, è un “Trace”, gladiatore della categoria dei “Parmularii”, con lo scudo a terra. È rappresentato con elmo (galea), a tesa larga ed ampia visiera a protezione del volto, sormontato da un alto cimiero”, riferisce l’istituto campano.
In un tweet il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, spiega: “Due gladiatori al termine del combattimento. Una scoperta senza precedenti degli archeologi di @pompeii_sites che, per la prima volta dal 79 d.C., scavano in un’area di #Pompei mai indagata fino a oggi. Una meraviglia che tutto il mondo ammira.”
Nello spazio sovrastante l’affresco si notano tracce di una scala lignea. Probabilmente si accedeva ad alloggi superiori di una bettola per ospitare i proprietari o anche prostitute; visto l’affresco ritrovato probabilmente la clientela era formata soprattutto da gladiatori. Così il ministro elogia le bellezze dei ritrovamenti a Pompei negli ultimi anni:
Il sito archeologico di Pompei, fino a qualche anno fa, era conosciuto nel mondo per la sua immagine negativa: i crolli, gli scioperi e le file dei turisti sotto il sole. Oggi è una storia di riscatto e di milioni di turisti in più. Oggi è un sito accogliente, ma soprattutto è un luogo in cui si è tornati a far ricerca, attraverso nuovi scavi. La scoperta di questo affresco dimostra che davvero Pompei è una miniera inesauribile di ricerca e di conoscenza per gli archeologi di oggi e del futuro.
