È stata una superficialità pubblicare quella story su Instagram e ad accorgersene in tempo sono stati il duo: Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi, e Gianni Simioli de La Radiazza, irremovibili sul gesto dell’influencer napoletana Chiara Nasti.
Su una stradina di Chiaia, la Nasti, ha parcheggiato la sua ingombrante Jeep sul marciapiedi che ostruiva non solo il passaggio delle auto ma diventava un ostacolo per disabili o per una semplice mamma con il passeggino.
In più l’influencer ha anche sovrapposto una didascalia alla foto: “Spero di ritrovarla dopo“. Adesso non sappiamo se quel “spero” sia legato alla consapevolezza di aver parcheggiato male, ergo il rischio della rimozione del veicolo da parte delle forze dell’ordine o magari riferendosi al fatto che non l’avrebbe più trovata a causa di un furto.
Tuttavia sono queste le parole di Francesco Emilio Borrelli che non gliele manda certo a dire:
Cara infuencer, che ‘influenza’ dai a chi ti legge? Chieda scusa e cerchi di evitare di proporre modelli di inciviltà e illegalità ai giovani.
Che influenze dai a chi ti segue sui social se parcheggi il Suv – scrivono i due – in modo incivile e illegale sul marciapiedi e poi posti la foto, quasi vantandoti, pur se ti preoccupi che potresti non trovare l’auto al tuo ritorno?
Chi gode di tanta popolarità sui social ed è seguito assiduamente da migliaia di persone, soprattutto giovani e giovanissimi facilmente influenzabili, dovrebbe avere maggiore attenzione a quel che fa, dice e scrive perché un esempio sbagliato potrebbe far moltiplicare comportamenti del genere. Quel suv, parcheggiato in quel modo, rende impossibile il passaggio dei disabili, ma anche di una mamma con un passeggino oltre a rallentare la circolazione.